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AENERGICA S.r.l., attiva nel settore delle energie rinnovabili, opera sul territorio italiano impegnandosi nello sviluppo di un portafoglio di progetti che prevedono la costruzione di impianti fotovoltaici. Con un target totale di 100 MW autorizzati entro il 2010, Aenergica implementa...
 

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Il fotovoltaico italiano di fronte al bivio PDF Stampa E-mail

pannelli_solarir375Il conto energia è stato un volano incredibile per il fotovoltaico nel nostro paese, ma secondo Pierluigi Bersani, ministro dello sviluppo economico al tempo della sua promulgazione, si rischia di fare la fine della Spagna se non si interviene in maniera chiara e netta sul futuro del provvedimento. Ad oggi, infatti, non si ancora cosa ne sarà degli incentivi dopo il 2010, malgrado nel decreto è statuito che entro la metà di quest'anno si sarebbe già dovuta prendere qualche decisione in merito.

Gifi ed Assosolare le due principali associazioni del settore lamentano di non essere state ancora convocate a nessun tavolo di discussione sull'argomento e questa incertezza rischia di portare nocumento al settore, considerando che cosi facendo si rischia di incoraggiare quanti siano interessati ad operazioni spot finanziarie senza nessun progetto industriale serio e costruttivo di lungo periodo.

Eppure i risultati che si stanno registrando sono assai incoraggianti, considerando che secondo Giorgio Cini dell'osservatorio sulle rinnovabili del ministero dell'ambiente rispetto ai primi due anni di conto energia della Germania, primo paese al mondo per diffusione del solare, il nostro paese ha realizzato il triplo degli impianti.

Secondo Qcell il nostro paese potrebbe raggiungere la grid parity nel residenziale entro il 2010, almeno stando alle parole del suo amministratore delegato che ha partecipato ad un convegno a Verona alSolarexpo e ha ribadito quanto il nostro paese sia il più importante paese a livello europeo per quanto riguarda gli impianti fotovoltaici.

Ma lasciando da parte queste previsioni che fanno il paio con quelle che prevedono entro il 2010 un costo di produzione per i pannelli sotto il dollaro al Watt, resta il fatto che il Conto Energia rischia di diventare una sorta di provvedimento tampone che non favorisce lo sviluppo di un settore che invece potrebbe essere una risorsa molto importante in un periodo di crisi economica come quello attuale.

La filiera produttiva italiana infatti stenta a decollare, pochissimi soggetti presenti attualmente che rischiano di essere presto schiacciati dai giganti americani tedeschi spagnoli, cinesi e giapponesi che vedono il nostro paese come terra di conquista. "Per chi non produce almeno 1 Gw all'anno di potenza, spazio sul mercato rischia  di essercene davvero poco". ha detto il presidente di Enel Green power, a margine del convegno, smorzando sul nascere l'entusiasmo delle tante piccole società che si vantano di arrivare a produrre 60 Mw all'anno.

 La stessa Salomon, che insieme alla Mercecaglia ha fondato una società di produzione di film sottile, la Arendi, ha manifestato molto dubbi sulla possibilità che nel nostro paese si possa creare una filiera produttiva che possa competere con i colossi internazionali del settore. "Il nostro paese è purtroppo destinato a diventare un paese di sbocco per i colossi del settore e non c'è spazio per chi produce 50-60 Mw di fronte a coloro che ne producono 1200-1500 all'anno". Ha detto la Salomon, manifestando l'intenzione di arrivare a qualche accordo di collaborazione con l'americana First Solar, primo produttore al mondo di film sottile. Insomma secondo questi autorevolissimi giudizi il destino dell'industria italiana del fotovoltaica sarebbe già segnato ancora prima di avere la possibilità di affacciarsi sul mercato.

Il Governo forse dovrebbe allora pensare, in fase di approvazione delle nuove tariffe, anche a qualche forma di incentivazione al settore produttivo italiano, secondo quella che è l'opinione del Gifi e di tutti gli operatori della filiera produttiva, perché se si pensa che su oltre 1.400 Mw realizzati nel nostro paese solo circa il 2 % è stata prodotto da industrie italiane, è facile capire quanto sia la perdita per il nostro paese in termini di fatturato e di occupazione. Non si vorrebbe davvero allora che con il fotovoltaico potesse accadere qualcosa di simile a quello capitato in Italia con i telefonini, dove a fronte di un mercato di utenti fra i più grandi al mondo, non esiste da tempo alcun produttore di apparecchi.

 

 

 

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