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AENERGICA S.r.l., attiva nel settore delle energie rinnovabili, opera sul territorio italiano impegnandosi nello sviluppo di un portafoglio di progetti che prevedono la costruzione di impianti fotovoltaici. Con un target totale di 100 MW autorizzati entro il 2010, Aenergica implementa...
 

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Il fotovoltaico va a ruba: boom di furti PDF Stampa E-mail
bag_fotovoltaico4di Fabrizio Patti

Si chiamano "danni di terzi" ed è un modo eufemestico di definire, da parte delle assicurazioni, un fenomeno che si è ingrandito negli anni, di pari passo con la crescita del fotovoltaico in Italia: quello dei furti di pannelli solari. Lo dimostrano i numeri dell'operazione "Kyoto", condotta per 6-7 mesi dalla squadra mobile di Matera e conclusa lo scorso febbraio: furti per circa 5 milioni di euro, almeno 2.000 pannelli sottratti tra Basilicata, Campania, Puglia e Calabria. Non è però un caso isolato, né il più eclatante: nel 2007 a Serre (Salerno), in una sola centrale dell'Enel furono trafugati in pochi mesi circa 7.000 pannelli. 
Nel caso dell'operazione "Kyoto" delle 19 persone arrestate 17 erano cittadini marocchini. Del Nordafrica, dicono dalla questura di Matera, era tutta l'organizzazione, dai "manovali" che staccano fisicamente i pannelli a chi smerciava i pannelli in Marocco e Mauritania. Dove un pannello, che in Italia costa sui 700-800 euro, veniva venduto all'acquirente finale a circa 250 euro. Altre testimonianze parlano di prezzi anche al di sotto dei 100 euro. 
Sembra invece privo di fondamento il coinvolgimento di mafia e camorra. "Da quanto abbiamo potuto vedere - nota il questore di Salerno, Vincenzo Roca - anche se si tratta di organizzazioni criminali, non sono di tipo mafioso. La maggior parte dei componenti delle bande sono stranieri". 
Le mete del traffico sono soprattutto l'Africa e il Far East. Ma anche paesi europei, come la Spagna, la Grecia e la Romania. È impossibile, invece, che un pannello rubato in Italia sia riciclato nel nostro paese, perché ogni pezzo può ricevere incentivi solo nel luogo in cui è stato installato. Ogni pannello, inoltre, è dotato di un numero di matricola che viene comunicato alle forze dell'ordine in caso di furti. Manca, invece, al momento, un sistema di coordinamento europeo che renda identificabili i pannelli come frutto di una sottrazione indebita. 
Stimare il valore complessivo delle perdite è molto difficile. L'unico calcolo, come riportato lunedì 25 maggio sul Sole 24 Ore, l'ha fatto una società produttrice di antifurti, la Marss, secondo cui il valore dei pannelli sottratti nel 2008 corrisponderebbe a 100 milioni di euro. Nel 2007, invece, la cifra era di 40 milioni. Secondo delle stime riportate dall'Enea, a livello mondiale i furti corrispondono al 5-7% del venduto nel settore. 

I proprietari di impianti domestici possono però stare piuttosto tranquilli. Le razzie riguardano infatti per lo più le centrali situate in aree remote e gli edifici poco presenziati, quali i capannoni industriali, enti pubblici e moduli associati a lampioni. Molte delle trafugazioni avvengono nella fase di installazione, quando i cantieri sono aperti e poco custoditi.
 

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