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Confermata la posizione estremamente critica dell’associazione su un provvedimento che il segretario generale Anev, Simone Togni, non esita a definire “addirittura peggiorativo dell’attuale situazione, piuttosto che semplificativo”.
Per questo, l’associazione auspica “un’ampia e profonda azione di revisione volta al comune interesse di semplificazione e maggiore efficienza del sistema autorizzativo così come previsto dalle norme vigenti, e cogenti, in sede comunitaria e nazionale”.
Anev si dice disponibile ad ogni richiesta di collaborazione, “per risolvere le numerose criticità riscontrate sia nell’impianto complessivo, sia nell’articolat”. Criticità che intanto ha elencato punto per punto in un documento, disponibile su Zeroemission.Tv.
Stroncatura netta. Per Anev la bozza “sembra essere in aperto contrasto, se non addirittura con finalità opposte a quelle della norma primaria da cui dovrebbe discendere”. Ma ancora più grave per l'associazione è “l’approccio parziale al settore, non essendo state trattate nelle linee guida le diverse fonti di energia, ma solo l’eolico”.
Un approccio “ideologico e discriminatorio” contro la produzione di energia da fonte eolica, che “peraltro emerge evidente dalla lettura delle premesse inserite senza una ragione apparente, in un documento che dovrebbe essere tecnico e che invece a tratti potrebbe ricordare un manifesto ideologico di un movimento estremista contrario allo sviluppo, alla tecnologia e a qualsiasi realizzazione infrastrutturale”.
Approccio, che risulta inoltre "chiaramente contrastante con il dettato comunitario e nazionale, e visibilmente accanito contro un settore che dimostra oramai da anni di avere un percorso di sviluppo importante". E che, in definitiva, "sconcerta per la mancanza di rispetto delle più semplici considerazioni di garanzia dei principi cui invece dovrebbe attenersi di semplificazione amministrativa e procedimentale che invece dovrebbero essere alla base dello sforzo normativo".
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