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AENERGICA S.r.l., attiva nel settore delle energie rinnovabili, opera sul territorio italiano impegnandosi nello sviluppo di un portafoglio di progetti che prevedono la costruzione di impianti fotovoltaici. Con un target totale di 100 MW autorizzati entro il 2010, Aenergica implementa...
 

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Quale sarà il futuro del fotovoltaico?
 

 
L'iter per l'agevolazione in otto mosse PDF Stampa E-mail


  1. PROGETTO PREVENTIVO

Chi vuole realizzare in casa un impianto fotovoltaico per produrre elettricità sfruttando l'energia del sole deve far elaborare un progetto ed un preventivo da un progettista o da un installatore specializzato. Indispensabile un sopralluogo: la produzione di energia dipende dalla corretta installazione dell'impianto e dall'esposizione all'irraggiamento solare. Un impianto residenziale ha normalmente una potenza di 3 KW.

  1. AUTORIZZAZIONI

Il soggetto responsabile (cioè chi vuole realizzare l'impianto) deve informarsi presso l'ufficio comunale competente su iter e autorizzazioni previste. Ogni Regione ha proprie regole in proposito. Nel caso delle “zone protette” - come centri storici o zone con vincolo paesistico – potrebbe essere necessaria l'autorizzazione paesistica, mentre per piccoli impianti potrebbe bastare la Dia.

  1. CONNESSIONE ALLA RETE

Per allacciarsi alla rete elettrica si deve inoltrare il progetto al gestore di rete locale. Il gestore comunicherà punto d'allaccio, preventivo e tempi. L'interessato accetterà il preventivo e stipulerà il contratto con il gestore. Quindi, finiti i lavori, verrà effettuato l'allacciamento. Questa è una fase delicata, che può richiedere tempi lunghi e costi elevati per gli impianti isolati o lontani dalla rete.

  1. RICHIESTA AL GSE

Entro 60 giorni dall'entrata in esercizio dell'impianto, il soggetto responsabile invierà al Gse – la società pubblica che promuove le energie rinnovabili – la richiesta di incentiv corredata dai 10 documenti previsti dalla delibera Aeeg 90/07. Per la richiesta si usa il portale (http://applicazioni.gse.it), tramite il quale si possono predisporre domanda di incentivo e alcuni allegati.

  1. MODULO

Il Gse esamina la documentazione e, se questa è completa, comunica all'interessato la tariffa incentivante in conto energia – cioè il bonus – entro 60 giorni dal ricevimento della richiesta. Quindi ci si collega al portale (http://applicazioni.gse.it), si entra nella sezione “Decreto interministeriale 19.02.2007”, si compila il modulo per la convenzione e se ne inviano due stampate al Gse, firmandone una.

  1. ULTERIORE PREMIO

Gli impianti che operano in regime di scambio sul posto (un'opzione che può essere scelta in aggiunta al conto energia) possono usufruire di un premio ulteriore se si effettuano interventi sugli edifici volti al risparmio energetico. Il bonus – articolato su tre livelli – spetta tra l'altro ai nuovi edifici efficienti dal punto di vista energetico, fino ad un massimo del 30% della tariffa iniziale.

  1. BANCHE

Per facilitare il finanziamento degli impianti fotovoltaici, il Gse permette all'interessato la cessione alle banche dei crediti derivanti dall'ammissione alle tariffe incentivanti. In questo modo il bonus pubblico viene utilizzato per garantire il rimborso del prestito che finanzia la costruzione dell'impianto. Il Gse ha sottoscritto un accordo quadro con numerosi istituti di credito (circa 350).

  1. COSTI

Un impianto fotovoltaico costa da 5.500 a 8.000 euro per kW (fonte Gifi-Anie), comprese installazione e pratiche. Un impianto da 3 kW costa tra i 15.000 e i 20.000 euro (fonte Assosolare). I costi di esercizio e manutenzione annui sono stimati in circa 1 – 1,5% del valore dell'impianto. Il tempo di ritorno dell'investimento, usufruendo del conto energia, è di 11 – 13 anni (nord), 9 – 11 ani (centro) e 7 – 9 anni (sud).

 

 

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